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Dedicato al Pane (2007)

(uso, utilizzo, riutilizzo)


Tino PetrelliIntroduzione: Milano 1945: Tino Petrelli, con una fotografia, consegna alla storia la vendita di panini alla borsa nera. Il pane: alimento umile e prezioso, indispensabile. Come tutte le cose fondamentali per la nostra esistenza ci rendiamo conto della sua importanza solo quando manca. E’ un alimento carico di significato perché rappresenta la vita non solo umana, ma anche ultraterrena.

Il pane e il vino sono infatti al centro del culto cristiano; sono gli stessi elementi che Gesù prese nelle sue mani durante l’Ultima Cena per esprimere simbolicamente la propria identità. Nel linguaggio biblico il pane è il simbolo di ogni dono che viene da Dio: «Il Signore tuo Dio ormai sta per farti entrare in una terra fertile... dove mangerai pane a volontà e dove non ti mancherà nulla» (Dt. 8,9). E’ del resto in questo senso che Gesù ci invita a pregare per chiedere quel “pane quotidiano” che non si riduce al cibo materiale, ma a tutto quanto è necessario per vivere. Pane fra sacro e profano. 

C’è tutto un mondo e una prospettiva di salvezza da ricordare e da scoprire dietro questo libro realizzato grazie al contributo delle Fornelle d’Italia. Un mondo di curiosità anche per i più piccoli. Perché i bimbi che mangiano con gusto la focaccia con le olive sanno che la bella Megara seduce il disneyano Hercules proprio con le parole: «Tutti in Grecia ti considerano la cosa più importante dopo il pane con le olive».

Film d’animazione a parte, è vero che in Grecia e poi in Etruria e a Roma l’oliva entra come componente gustosamente amarognola in un pane caratteristico molto adatto alle colazioni e alle merende all’aria aperta. Proprio così: allora come oggi i pic-nic erano sempre graditi.

Il pane appare a Roma, come focaccia bassa e scondita, soltanto verso il 170 a.C. e Nico Valerio, scrittore scientifico e studioso di alimentazione, nel suo libro “La tavola degli antichi” riferisce che il severo Catone era contrario alla “moda” del pane facendone un problema morale. Non finirà, si chiedeva, per impigrire i romani liberandoli dal lungo lavoro necessario per una buona polenta? Ma, incredibile a dirsi, sembra proprio che ieri come oggi a segnare il boom dei panini fossero i ritmi di lavoro: «In città - scrive Nico Valerio - non si ha più tempo per la cucina e nell’Impero le centinaia di migliaia di abitanti dei palazzoni di appartamenti (Insulae), mangiano per lo più fuori casa, davanti ai chioschi o nelle taverne». Proprio come gli americani del ventesimo secolo e gli italiani del ventunesimo. 

Tra le curiosità sul pane dell’Antica Roma ricordiamo il pane al burro del Nord dell’Impero, (Gallia, la terra di Asterix) e certi stranissimi panini bianchi dalle forme oscene che gli amanti si regalavano l’un l’altro come quelli che Lupus, riferisce il sempre ben informato Marziale, dona alla sua donna mentre agli altri commensali, per risparmiare, offre pane nero comune.

Quest’opera del club “Il Fornello” non ha bisogno di una lunga presentazione. Parlano (e conquistano) le ricette impreziosite dalle foto di quadri celebri e corredate dalle didascalie del critico d'arte Ferdinando Arisi. E' il trionfo del pane nell'esaltazione della sua umiltà. Perché è proprio nel rispetto del pane che le Fornelle si sono impegnate a scoprire mille e una soluzione per usare, utilizzare e riutilizzare il pane. Il risultato? Ottimi piatti. Buoni come il pane. Condito di amore e tanta fantasia.


Paola Romanini


lunedì 10 dicembre 2018
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